Eventi climatici estremi, scarsità idrica, obiettivi europei di neutralità energetica e un ciclo di investimenti da riavviare dopo il PNRR. Sono questi i temi su cui si gioca il futuro della filiera dell’acqua secondo Giuseppe Russo Rossi, Amministratore Delegato di Xylem.
«Il nostro lavoro è risolvere i problemi legati all’acqua lungo tutto il ciclo integrato: dalla captazione al trasporto, dalla potabilizzazione alla movimentazione delle acque reflue, fino alla depurazione e alla restituzione all’ambiente», spiega Giuseppe Russo Rossi, «In ogni fase del ciclo, Xylem dispone di prodotti e soluzioni pensati per supportare i clienti».
![]()
Quali sono oggi le sfide più urgenti per il settore?
«Le sfide sono essenzialmente due: quella energetica e la gestione dell’acqua, sia quando è in eccesso sia quando scarseggia. L’Unione Europea e le nuove direttive spingono con decisione verso la neutralità energetica. Se un depuratore o un impianto di sollevamento deve diventare energeticamente neutro, deve essere in grado di autoprodurre l’energia che consuma. Ne consegue che meno energia si utilizza per svolgere lo stesso lavoro, più è facile raggiungere l’impatto zero. Il nostro obiettivo è offrire ai clienti prodotti e soluzioni con il minimo impatto ambientale possibile. L'altro tema è il cambiamento climatico che alterna bombe d’acqua e periodi di siccità. Durante gli eventi estremi l’acqua deve essere gestita, movimentata e la popolazione va tutelata con opere di salvaguardia idraulica. Quando invece l’acqua manca, occorre trasportarla e distribuirla per prevenire la crisi idrica. In entrambi i casi la chiave è una gestione intelligente, che riduca al minimo i consumi energetici».
Quali prospettive si aprono per gli investimenti nel servizio idrico?
«Quello degli investimenti è un tema centrale, perché stiamo uscendo dalla stagione del PNRR. Il mercato italiano ha sempre avuto bisogno di un impulso esterno per avviare gli investimenti. Arriveranno nuove tranche o strumenti diversi, ma il PNRR ha avuto il merito di mettere in moto un volano che ora deve autosostenersi. Ci aspettiamo ancora qualche investimento dall’esterno, ma soprattutto investimenti endogeni, generati dalle risorse interne delle utility, che si stanno orientando sempre più verso una gestione di tipo industriale. Sarà importante adeguare le tariffe, anche con aumenti contenuti, affinché gli investimenti possano essere sostenuti direttamente dai gestori. È la direzione che gli altri Paesi europei hanno già intrapreso».
Xylem è al tavolo di FLUIDTECH fin dalla nascita del progetto. Perché avete scelto di partecipare?
«Ho partecipato al progetto fin dalla sua fase embrionale. Più di un anno fa ho ricevuto l’invito a prendere parte all’iniziativa e sono venuto a Vicenza già per i primi incontri. Oggi manca una manifestazione verticale dedicata alla filiera dell’acqua intesa come pompaggio, tubazioni e valvole. Abbiamo provato a partecipare a ciò che esisteva, senza risultati soddisfacenti. Il desiderio di costruire un’alternativa forte ci ha spinto a salire a bordo da subito».
![]()
PUBBLICAZIONE
27/10/2026